| HOME PAGE | CONTATTI | COLLABORA | ASP | PHP | HTML | CSS | PERL | JAVA | TCP/IP | RETI | LINUX | MANUALI| SPAZIO WEB |
|
Guida di base a Microsoft Excel 2. PRIMA INTERAZIONE In questo capitolo prenderemo confidenza con Excel creando un foglio di lavoro basato su un esempio concreto. La semplice lettura del testo che segue può essere inutile e noiosissima. Per evitare questa lettura, bisogna seguire il testo eseguendo in successione sul computer tutte le operazioni che vengono descritte qui di seguito. Tiriamo fuori dal cassetto dove conserviamo i vecchi documenti bancari, il blocchetto delle matrici di un libretto di assegni esaurito e teniamolo aperto accanto alla tastiera: ricaveremo i dati di esempio dalle matrici dei vecchi assegni.
2.1 CONTROLLARE IL CONTO CORRENTE Sullo schermo del computer è aperta una cartella di lavoro chiamata Cartel1 nella quale è visibile il primo foglio di lavoro, che si chiama Foglio1. Portiamo il puntatore del mouse sulla cella C4 e facciamo clic. La cella si circonda di un bordo più scuro, segno che è stata selezionata ed è pronta per ricevere input. Rileviamo l’importo segnato sulla prima matrice e lo trascriviamo nella cella selezionata.
Il numero
compare nella cella C4 e contemporaneamente nella barra della formula. La barra
della formula presenta tre pulsanti alla sinistra del numero immesso: un clic su
quello con la croce di Sant’Andrea rossa annulla l’immissione, un clic sul
segno di spunta verde la conferma , mentre se facessimo clic sul simbolo di
funzione Portiamo
il puntatore sulla cella C10 e facciamo clic. Esploriamo la barra degli
strumenti Standard e scorriamola col mouse fino ad appoggiare il puntatore sul
pulsante marcato con il simbolo Ed è proprio quello che succede facendo clic su questo pulsante.
Il pulsante col simbolo di sommatoria è una scorciatoia per arrivare più comodamente a un risultato che potremmo ottenere digitando manualmente la formula nella cella dove ci interessa averla. Per immettere materialmente la formula predisposta che viene evidenziata nella barra della formula, basta fare clic sul pulsante col segno di spunta che si trova in questa barra. La formula che viene preparata per noi dal programma è formata dai seguenti elementi: · = segno di uguale, che, come già sappiamo dagli esempi precedenti è il codice che distingue un "dato" da una formula. · SOMMA è la parola chiave, che identifica l’operazione aritmetica di somma, Va scritta esattamente così. · (C4:C9) questi caratteri indicano l’intervallo sul quale si deve eseguire la sommatoria. In Excel si chiama intervallo u n gruppo di celle contigue e lo si definisce col nome della prima cella seguito da un segno di due punti e dal nome dell’ultima cella. L’espressione =SOMMA(C4:C9) immessa nella cella C10 vi farà apparire il risultato della somma di tutti i numeri immessi nelle celle che formano l’intervallo da C4 a C9. I singoli importi e la loro somma, immessi in parte a mano e in parte automaticamente nell’intervallo che va da C4 a C10, non sono molto leggibili: mancano i separatori delle migliaia, che aiutano a leggere i numeri grandi; inoltre noi sappiamo che i numeri rappresentano importi di denaro, ma così come sono presentati questo non si capisce. È il caso di dare un formato ai numeri, ovvero, come si usa dire in gergo "formattarli". Quando di vuole agire sul contenuto di una o più celle , come intendiamo fare in questo momento, bisogna prima informare Excel di questa intenzione selezionando le celle interessate da questa operazione che si andrà a fare. A questo scopo trasciniamo il mouse dalla prima all’ultima casella dell’intervallo C4:C10. Tutto l’intervallo si colora di nero, per indicare che quel gruppo di celle è selezionato. Fatta la
selezione, andiamo a cercare un altro pulsante, ma questa volta non nella barra
strumenti Standard, ma in quella che si chiama Formattazione e che viene subito
sotto. In questa barra un pulsante raffigura un’icona che rappresenta una
banconota e delle monete Cosa è accaduto? L’attribuzione del formato "Valuta" a un numero lo allunga, aggiungendo alcuni caratteri e precisamente "L. " per indicare che si tratta di lire e un punto per separare le migliaia.
La colonna C, essendo di ampiezza standard, può contenere otto caratteri numerici: l’aggiunta del simbolo di valuta e dei separatori delle migliaia ha fatto superare ai numeri la larghezza della colonna, per cui non potendoli visualizzare correttamente, Excel ha mandato un segnale di errore trasformando in una serie di # tutti i caratteri che non riesce a visualizzare in quello spazio troppo ristretto.
Poco male. Portiamo il puntatore del mouse sull’intestazione della colonna C, sulla linea di demarcazione con la colonna D. Il puntatore assume la forma di una barretta verticale: facciamo doppio clic e la colonna si allarga quanto basta per consentire la visualizzazione completa e corretta di tutti i numeri nel formato valuta. La stessa operazione si può fare a mano, trascinando il mouse verso destra nel punto di intersezione delle due colonne, fino al momento in cui tutti i numeri appaiono visualizzati correttamente. Arrivati a questo punto facciamo una pausa. Per non perdere il lavoro e per riprenderlo in un secondo tempo, occorre registrare su disco la cartella di lavoro. L’operazione si può eseguire in due modi diversi: Facendo
clic sul pulsante Salva nella barra degli strumenti Standard Facendo clic sul menu File nella barra dei menu e poi scegliendo Salva fra le opzioni disponibili. In entrambi i casi, trattandosi della prima volta che salviamo una cartella di lavoro nuova, Excel apre la finestra di dialogo Salva con Nome, nella quale è possibile selezionare il disco su cui creare il nuovo file, scegliere la cartella che lo conterrà e attribuire un nome al file.
La finestra di dialogo Salva con Nome è la tipica finestra di sistema di Windows, la cui struttura è sostanzialmente uguale in tutti i programmi applicativi. nel caso di Excel l’unica differenza di rilievo è data dalla casella di selezione Salva come Tipo, che appare predisposta con la dicitura "Cartella di lavoro Microsoft Excel (*.xls)". Questo sta a significare che ci basterà definire un nome per il file, mentre i tre caratteri dell’estensione (.xls) verranno assegnati automaticamente dal programma.
2.2 UN PASSO AVANTI Con queste prime operazioni abbiamo imparato qualcosa su come si mettono numeri e formule in un foglio di lavoro e come si attribuiscono loro un formato, ma il nostro progetto è ancora molto indietro. Vediamo di svilupparlo con l’obiettivo di creare qualcosa che possa essere utilizzato anche da chi ha ancora meno pratica di Excel di quella che abbiamo noi. Per prima cosa ci serviranno un po’ di colonne in più e qualche intestazione. In un conto corrente bancario non ci sono soltanto operazioni di prelievo con assegno ma anche altri tipi di prelievo (bancomat, Ordini di Bonifico) e, c’è da sperare, ci saranno anche versamenti. Potremmo distinguere i movimenti di prelievo da quelli di versamento con un segno algebrico, ma ormai abbiamo cominciato a registrare gli importi degli assegni come valori assoluti e tanto vale continuare così. Stabiliamo allora di creare una colonna per i versamenti e una per i prelievi. Inoltre, visto che il conto corrente non è nato oggi, ma ha già un po’ di storia, avremo bisogno di un saldo iniziale dal quale partire. Cominciamo quindi dalle colonne e dalle loro intestazioni. Portiamo il puntatore del mouse sulla cella A2 e scriviamo Data. Premiamo il tasto Tab. In questo modo ci spostiamo sulla colonna successiva, nella stessa riga, quindi in B2. In B2 digitiamo Documento, poi passiamo a C2 dove scriveremo Prelievi, in D2 dove immetteremo Versamenti e infine scriviamo Saldo in E2. Esteticamente l’intervallo A2:E2 è piuttosto povero: le diciture Documento e Versamenti appaiono troncate e l’insieme delle scritte contrasta poco con il resto dei dati. Sarà il caso di provvedere ancora con la formattazione. Selezioniamo
l’intervallo che ci interessa trascinando il puntatore del mouse da A2 a E2 e
facciamo clic sul pulsante marcato Spostiamoci ora col puntatore del mouse sul bordo destro dell’intestazione della colonna B e trasciniamo il bordo verso destra fino a mettere bene in vista la parola Documento. Nelle tre colonne successive (C,D,E) sappiamo che andremo a mettere numeri in formato valuta. Di queste colonne la C è già larga abbastanza, mentre le altre due sono ancora della larghezza standard, Proviamo a vedere quanto è larga C per regolarci con le altre due. Selezioniamo l’intera colonna C con un clic sulla sua intestazione, quindi facciamo clic sul menu Formato; in questo scegliamo Larghezza. Apparirà una finestra che dice Larghezza colonna 11,71. L’unità di misura per la larghezza delle colonne è il numero di caratteri. Selezioniamo contemporaneamente le tre colonne C,D,E, facciamo ancora scendere il menu Formato e scegliamo Larghezza. La finestra che compare adesso è vuota perché le colonne selezionate hanno valori differenti. Nella casella vuota digitiamo 15 e facciamo clic su OK. Ora le tre colonne hanno tutte la stessa larghezza più che adeguata per contenere numeri nel formato valuta. Già che ci siamo selezioniamo l’intervallo C2:E10 e attribuiamogli subito il formato Valuta agendo sul pulsante Stile Valuta. Ancora un
piccolo tocco di formattazione. Riselezioniamo l’intervallo A2:E2 e facciamo
clic sul pulsante della barra Formattazione Dopo gli interventi di formattazione e con l’inserimento delle diciture ala tabella comincia ad avere un aspetto più chiaro. Proseguiamo immettendo le date degli assegni e il numero che li identifica.
Nella colonna Documento riportiamo il numero di ogni assegno. Per non farla troppo complicata limitiamoci alle ultime quattro cifre di ogni numero. Nella colonna Data digitiamo una dopo l’altra le date degli assegni. Per scrivere la data si usa la barra "/" per separare i giorni, i mesi e l’anno (04/04/96). Questa rappresentazione delle date è quella predefinita o di default. Se ne possono avere altre selezionando le celle della colonna Data e attivando il comando Celle nel menu Formato. Si presenta una finestra di dialogo articolata in varie schede la prima delle quali si intitola Numero e in questa facciamo scorrere l’elenco Categoria fino a vedere le possibili opzioni di formato per la data:
In questa finestra scegliamo l’opzione che rappresenta le date nel formato "4-mar-95" e facciamo clic su OK. La finestra si chiude e le date nella colonna Data ora si presentano nel modo indicato, Per la colonna Documento non è il caso di attribuire un formato particolare, quindi lasciamo quello predefinito. Prima di proseguire salviamo il lavoro fatto. Siccome la cartella di lavoro è già stata salvata una prima volta, il comando Salva può essere impartito con un clic sull’icona corrispondente. Un’informazione essenziale nella gestione di un conto corrente è il saldo iniziale. Quanto c’era in banca prima che staccassimo gli assegni che abbiamo registrato nella tabella? Prendiamo questa informazione dall’ultimo estratto conto e digitiamo l’importo nella cella E3, subito sotto l’intestazione Saldo. La cella
non è nel formato per i numero. Proviamo a creare il formato valuta con una
tecnica nuova. Selezioniamo una delle celle dove si trova un numero di formato
valuta e facciamo clic sul pulsante Copia Formato, identificato dall’icona di
un pennello da imbianchino Adesso facciamo lavorare Excel sul serio. Finora, infatti, lo abbiamo usato soltanto per scrivere numeri e parole. ma la orza di Excel sta nelle sue capacità di calcolo e di elaborazione in generale dei dati immessi nelle celle dei fogli di lavoro. Facciamo clic sulla cella E4 per selezionarla e, nella barra della formula, scriviamo: = E3 - C4+D4 Con un clic sul pulsante di conferma, la formula passa nella cella E4, dove viene eseguita visualizzando il risultato, che è l’importo del saldo iniziale, meno l’importo del primo prelievo, più l’eventuale importo del primo versamento. Dal momento che ci sono più importi nella colonna dei versamenti, nella cella E4 troviamo la differenza fra il saldo iniziale e il prelievo.
Ci piacerebbe vedere il saldo del nostro conto corrente subito dopo ogni operazione di prelievo o versamento. Basta copiare la formula della cella E4 nelle celle sottostanti della stessa colonna E. Potremmo fare questa operazione con la tecnica comune a tutti i programmi che operano sotto Windows 95, chiamata Copia e Incolla. Questa tecnica si può attivare in tre modi diversi, dopo aver selezionata la cella o le celle da copiare: · Con la barra dei menu: - clic sul menu Modifica, scelta del comando Copia. - clic sulla cella di destinazione, ancora clic sul menu Modifica e scelta del comando Incolla. Scegliendo gli stessi comandi e ripetendo le stesse operazioni premendo il pulsante destro del mouse prima sull’oggetto da copiare e poi sulla destinazione. · Con i tasti: 1. tenendo premuto il pulsante CTRL e il tasto C. 2. selezionare la cella di destinazione e premere CTRL-V. Excel è ricco di comandi addizionali per cui consente di fare queste operazioni in un colpo solo. Se osserviamo attentamente il bordo nero che circonda una cella selezionata, noteremo che nell’angolo in basso a destra c’è un quadratino. Non è un’imperfezione del disegno, ma uno strumento che si chiama Quadratino di Riempimento. Agganciando quel quadratino come una maniglia e trascinandolo verso il basso, il bordo della cella selezionata si allunga e in tutte le celle che vengono così coperte dal bordo allungato si genera una copia della cella selezionata. Il puntatore del mouse assume, quando è in prossimità del quadratino di riempimento, la forma di un segno più tracciato con un tratto continuo, per indicare che è pronto per agganciare il quadratino e trascinarlo. Fatta una copia della formula di E4 nelle celle da E5 a E8 con un qualunque metodo, possiamo notare che, nelle celle in cui è stata copiata, la formula originale ha mantenuto la sua struttura, ma sono cambiati i riferimenti alle celle. Mentre in E4 avevamo: =E3-C4+D4 nella cella E5 sottostante troviamo: =E4-C5+D5 e la stessa modifica appare nelle altre copie. Quando si copia una formula da una cella in un’altra Excel suppone che l’utente voglia avere la stessa formula in un’altra cella, non con gli stessi indici. reinterpreta, quindi, i riferimenti alle celle e, mantenendo costanti gli operatori aritmetici, modifica i riferimenti alle celle, in modo che nelle celle di destinazione questi siano uguali ai riferimenti della formula originale. Nella cella E4, la formula originale dice sostanzialmente questo: prendi il valore contenuto nella cella che sta in questa colonna, ma nella riga sopra (E3), sottrai il valore che si trova sue celle a sinistra in questa stessa riga (D4) e somma il valore che c’è nella prima cella a sinistra, sempre sulla stessa riga (C4). Incollando in E5 una copia della formula che c’è in E4 la formula viene rigenerata, per conservare i riferimenti relativi: il valore di partenza (il saldo) non è più quello contenuto in E3, ma è ora quello in E4, gli altri due operandi sono sulla riga sotto e quindi adesso stanno in C5 e D5. Sfruttiamo ancora il Riempimento Automatico per avere una copia della formula che sta in C10. Selezioniamo C10, agganciamo con il mouse il quadratino di riempimento e trasciniamolo verso destra: in D10 troveremo la formula: = SOMMA(D4:D9) Non essendoci valori in quest’intervallo, la cella presenterà il simbolo di valuta e un trattino, per segnalare che lì c’è qualcosa, anche se non lo si vede. Come si ricorderà, per ottenere la formula della sommatoria nella cella C10 avevamo usato il pulsante Somma Automatica. In questo caso, se avessimo fatto la stessa operazione sulla cella D10, richiamando Somma Automatica su una colonna vuota non avremmo ottenuto nulla, perché questa funzione è predisposta per sommare tutti i valori che sono presenti nelle celle immediatamente superiori: non essendoci valori, la formula non verrebbe generata, o meglio, si genererebbe una formula inutile. La riga 10 presenta ora due totali, in corrispondenza delle colonne intestate Prelievi e Versamenti. Per simmetria e per avere un riscontro della correttezza delle nostre formule, creiamo un’altra cella di totali, questa volta nella posizione E10, alla base della colonna dei saldi. La formula che immetteremo in questa cella è simile a quella del saldo dinamico, ma fa riferimento ai due totali generali: =E3-C10+D10 per evidenziare il significato delle celle calcolate che stanno nella riga 10 selezioniamo la cella A10, scriviamo Totale e, mentre la cella è selezionata, facciamo clic sul pulsante G dalla barra Formattazione per assegnare lo stile grassetto. Ci accorgiamo però che non abbiamo spazio per inserire nuove operazioni di prelievo o versamento, perché la riga 10, quella dei totali, chiude la tabella. Portiamo la riga dei totali nella riga 1. Esiste un modo elegante che si chiama Trascina Selezione per eseguire l’operazione taglia e incolla in un colpo solo: · si seleziona l’intervallo da spostare e si porta il puntatore del mouse nell’angolo in alto a destra dell’area selezionata, senza fare clic. · il puntatore cambia aspetto e, da croce, diventa una freccia. · si preme il pulsante sinistro del mouse (premere non fare clic) e si trascina il puntatore nella zona in cui si vuole spostare la selezione. · l’intero intervallo viene trascinato, liberando l’area che occupava prima. · quando l’intervallo è arrivato a destinazione si rilascia il pulsante del mouse: i contenuti delle celle si stabiliscono, come se avessimo eseguito l’operazione in due passaggi con taglia e incolla. Adesso che abbiamo liberato il fondo della tabella, possiamo predisporla per ricevere l’immissione dei dati. Controlliamo che le celle della riga 9 siano come quelle della riga precedente per quanto riguarda i formati (Data in A9, generale in B9, Valuta in C9:E9) e che in E9 vi sia la stessa formula che è presente nelle celle che stanno sopra. Selezioniamo l’intera riga formata dall’intervallo A9:E9 e agendo sul quadratino di riempimento automatico, trasciniamo il mouse fino a quando il conteggio delle righe ci indica che siamo arrivati alla riga 100. Arrivati a quel punto rilasciamo il pulsante del mouse e ci ritroviamo con una bella colonna di valori ripetuti: è l’effetto della riproduzione della formula che da E9 è stata ricopiata automaticamente fino a E100. Per tornare alla testa del foglio, la cella A1 si può premere la combinazione dei tasti CTRL-HOME o utilizzare le barre di scorrimento verticali. Infine un’ultima messa a punto fondamentale ai fini del risultato: due delle tre celle delle formule per i totali che stanno nella riga 1, vanno ora modificate, per tenere conto del fatto che abbiamo predisposto un centinaio di righe per ricevere gli importi dei versamenti e dei prelievi. Facciamo quindi clic su C1, nella barra della formula troviamo: =SOMMA(C4:C9) portiamo la barretta nel punto di inserimento a sinistra del 9 e digitiamo 100, cancellando il 9 in modo che la formula risulti: =SOMMA(C4:C100) Ripetiamo la stessa operazione nella cella D1. Con questa semplice modifica tutti gli importi che verranno inseriti in una qualunque cella della colonna C o D compresa fra la riga 4 e la 100 saranno totalizzati e resi visibili nella prima riga del foglio di lavoro. Con un foglio di lavoro di questo tipo si può tenere sotto controllo l’andamento dei movimenti di un conto corrente. Visto che il foglio così prodotto è utile al nostro scopo, possiamo pensare di utilizzare 12 fogli della nostra cartella, uno per ogni mese dell’anno. Per assegnare ai primi dodici fogli di lavoro il compito di registrare i movimenti separati per mese dobbiamo semplicemente cambiare nome ai fogli, che nelle linguette che li identificano, in fondo alla finestra del documento, portano il nome predefinito di Foglio1, Foglio2, Foglio3, etc. Per eseguire un certo numero di operazioni su un foglio di lavoro bisogna portare il puntatore del mouse sul bordo destro della linguetta che contiene il nome del foglio e fare clic a destra. Comparirà un menu di scelta rapida che contiene il comando Rinomina. fatto clic su Rinomina, una piccola finestra di dialogo ci chiede di immettere il nuovo nome da dare al foglio e in questa digiteremo Gennaio. Ripetendo l’operazione per dodici volte otteniamo dodici foglio di lavoro, ciascuno col nome di un mese diverso.
Come possiamo fare per i dati e le formule? La prima cosa da fare è selezionare tutta la parte attiva del primo foglio di lavoro, cioè l’intervallo che va da A1 alla cella E100. Si possono selezionare tutte le celle o con il mouse o con una combinazione di tasti: MAIUSC+CRTL+FINE avendo cura di posizionarsi prima in A1. Effettuata la selezione, utilizziamo il comando Copia dal menu Modifica e facciamo clic sul foglio Febbraio; attiviamo il comando Incolla sempre nel menu Modifica e in un sol colpo, otteniamo una copia dei dati del foglio di gennaio. L’unica cosa da modificare è la larghezza delle colonne, come è stato fatto per il foglio Gennaio: selezione delle colonne e scelta del comando Larghezza nel menu Formato / Colonna.
2.3 COLLEGARE I FOGLI Quando siamo arrivati alla fine di gennaio, possiamo passare a lavorare sul foglio che abbiamo chiamato febbraio. Per farlo, selezioniamo le celle che contengono dati ed eliminiamo i loro contenuti con il tasto CANC. A mano a mano che proseguiamo nella cancellazione vediamo che i due totali dei prelievi e dei versamenti nella riga 1 scompaiono, e infine resta un solo numero, ripetuto su tutta la colonna E, che è l’importo del saldo iniziale di gennaio. Se cominciassimo a immettere i dati per il mese di febbraio facendo riferimento al saldo iniziale che avevamo impostato sul foglio gennaio, faremmo a noi stessi un pessimo servizio. Per lavorare correttamente serve che l’importo della cella E3 del foglio Febbraio contenga il saldo finale di Gennaio, non quello iniziale dell’anno.
Questa informazione è disponibile: è il valore contenuto nella cella E1 del foglio Gennaio. Quindi per far si che il saldo finale di Gennaio diventi quello iniziale di Febbraio ci basta copiare il contenuto della cella E1 del foglio di Gennaio e incollarlo nella cella E3 del foglio Febbraio. È un gioco da ragazzi, ormai abbiamo imparato come si fa: clic su E1 in Gennaio, Copia, passaggio al foglio di Febbraio, clic su E3 in questo foglio e via col comando Incolla. Excel spara un segnale acustico di allarme e compare una finestra con l’avviso di errore di riferimento circolare. (premere su OK per chiudere la finestra). La cella E1 in tutti i fogli di lavoro che abbiamo copiato a partire dal primo contiene la formula =E3-C1+D1 che significa "qui ci va il contenuto di E3, meno quello che c’è in C1 più il contenuto di D1". Immettendo questa formula, che quando è in E1 funziona benissimo, nella cella E3 di un altro foglio si crea una situazione di circolarità. Nella cella E3 dei nostri fogli ci deve essere un valore assoluto, non una formula: non dobbiamo quindi copiare il contenuto della cella E1 del foglio Gennaio per incollarlo nella cella E3 del foglio Febbraio: quello che dobbiamo copiare è il valore di E1. Facciamo clic su E1 nel foglio gennaio e scegliamo il comando Copia dal menu Modifica. Ci portiamo sul foglio Febbraio, facciamo clic su E3 e scegliamo dal menu Modifica il comando Incolla Speciale. Compare una finestra di dialogo con un notevole numero di opzioni. Scegliamo l’opzione Valori. Finalmente il foglio di Febbraio è pronto per ricevere i dati sui prelievi e i versamenti. Per stabilire un collegamento dinamico fra il foglio gennaio e il foglio Febbraio in modo tale che se varia un valore in una determinata cella di Gennaio, la stessa variazione risulti in una cella collegata a Febbraio, utilizziamo ancora la funzione Incolla Speciale del menu Modifica. Selezioniamo la cella E1 del foglio gennaio e scegliamo il comando Copia. Posizioniamoci su E3 di Febbraio e attiviamo il comando Incolla Speciale e nella finestra di dialogo omonima scegliamo il pulsante Incolla Collegamento che sta sul lato destro della finestra. Nella cella E3 del foglio Febbraio vediamo il valore della cella E1 del foglio Gennaio, ma nella barra della formula compare una scritta nuova: =Gennaio!$E$1 Ora possiamo tranquillamente lavorare sul foglio di Febbraio sapendo che, se dovessimo tornare indietro e fare qualche modifica sui valori immessi nel foglio di Gennaio, il saldo iniziale del foglio di Febbraio rispecchierà fedelmente le conseguenza di quelle modifiche.
Torna al menù principale - Prossima lezione
|
|
|