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Orientarsi nel mondo del lavoro

A cura di: Gianluca Sole dello staff di www.tutorialpc.it
Nota: E' permessa la pubblicazione di questa guida su altri siti lasciando intatto il contenuto, questa nota e il link al nostro sito.


Nel 2004 in particolar modo in Italia, abbiamo avuto un incredibile accrescimento della richiesta di operai specializzati, tecnici specializzati, segretarie specializzate, il tutto condito fin troppo spesso con ricette di “contratti a tempo determinato”.
Dov’è il trucco, o il difficile se preferite?
Come si può uscire da un’università, un corso di specializzazione, un corso di formazione…… ed essere già specializzati?
In ambito informatico in particolar modo, esistono 1000 possibili specializzazioni (programmatore, analista, webmaster ecc…. solo per citare gli esempi più lampanti) e purtroppo non accade molto spesso che qualcuno riesca a trovarsi specializzato nel momento in cui necessita di lavorare.
Arrangiandosi dunque, si riesce in qualche modo (solo al nord) a trovare un posto di lavoro non molto ben pagato (ma d’altro canto cosa pretendete nel caso specifico?) in cui tuttavia, si ha la possibilità di fare la cosiddetta “gavetta” per poi scegliere come meglio si può del proprio futuro.
Ma fermiamoci un attimo a riflettere su alcune possibilità e consideriamo i pro e i contro delle varie possibili soluzioni in cui potrebbe incorrere un giovane in cerca di lavoro:
- Se ci si accontenta di un posto di lavoro in cui fare pratica, si deve abbandonare il più delle volte la propria abitazione per trasferirsi in altre città.
Si ha di contro:
- uno stipendio fisso mensile
- la possibilità di imparare da qualcuno più in gamba
- TFR (trattamento di fine rapporto) pari all’ultima mensilità percepita, sommata tante volte quanti sono gli anni per cui si è lavorato per quella data azienda
- Ferie pagate (il libero professionista o lavoratore autonomo non vengono pagati se non lavorano)
- Tredicesima, nel caso non si parli di un rapporto lavorativo in ambito commerciale (nel quale le mensilità sono 14)
- Se si vuol tentare la sorte come lavoratori autonomi, si può continuare a vivere dove ci si trova, cercarsi i collaboratori che si preferiscono, crescere con loro e imparare da tutto e da tutte le situazioni.
Si ha di contro:
- La difficoltà di presentarsi sul mercato se non si hanno spiccate doti comunicative
- L’impossibilità di stabilire un quantum mensile per se stessi, prima di un anno circa di attività continuata
- La variabilità dei propri introiti che a volte raggiunge lo zero, in particolar modo quando non si lavora.
Cosa conviene scegliere dunque tra le due strade?
La risposta non esiste, o almeno non è universale e, non può adattarsi a chiunque. Di certo si possono stilare alcune regole che ci consentono di restare con i piedi per terra prima di prendere qualsiasi decisione, in fondo, come abbiamo appena visto, non esiste una convenienza assoluta o viceversa una perdita inaccettabile: qualsiasi scelta possiamo fare oggi, porta a delle rinunce.
Analizziamo dunque la scelta più impegnativa: quella del lavoratore autonomo. Paragoniamo successivamente le domande e risposte che ognuno di noi si farà come conseguenza di quanto diremo.
Chiunque scelga la strada del lavoro autonomo deve prima di tutto comprendere fino a che punto è disposto ad investire, non solo in termini di denaro, che a volte non serve in misure eccessive (prendiamo come esempio l’agente di commercio che può iniziare ad operare nella propria zona di appartenenza senza avere spese di autovettura, autostrade ecc… ma solo quelle relative al proprio abbigliamento e alla propria borsa – che il più delle volte viene per giunta fornita dall’azienda stessa.) ma anche e soprattutto, in termini di tempo.
Si deve infatti considerare che non si avrà un immediato riscontro sul campo, dunque che i guadagni tarderanno ad arrivare il più delle volte, od ancora, che i successi arriveranno solo dopo qualche giorno (in alcuni casi dopo qualche decina di giorni).
Qualora si abbia la forza (economica e morale) di superare la prima obiezione, si deve tener presente il tipo di lavoro che andremo a svolgere.
Come già detto, nel nostro ambito esistono 1000 possibili specializzazioni, dunque la prima domanda che dovremo porci è:
- in quale ambito ho maggiori possibilità di riuscire? In quale sezione dell’informatica mi sento maggiormente pronto a partire?
Nel momento in cui sapremo risponderci allora sarà bene andare alla ricerca di collaboratori.
Ma come, direte, ho bisogno anche di collaboratori? Non posso fare tutto da solo?
Purtroppo, vedete, qualsiasi cosa voi possiate fare, avete due settori specifici in cui cimentarvi (che non fanno capo solo all’informatica, ma al mondo del lavoro in genere) e sono:
- tecnico
- commerciale
In altre parole, se sapete vendere, non potete cercare clienti ed occuparvi anche del lato tecnico (che poi nel caso specifico è vastissimo)…. è impensabile!
E allora, in definitiva, abbiamo fatto solo poche riflessioni e già abbiamo 100000 di dubbi su cosa fare. Possibile che chi scrive abbia voluto dare solo dei dubbi e non delle risposte? Purtroppo, chi vi scrive non è un guru e, anche lui ha dovuto fare la propria scelta sulla base di quanto vi sta scrivendo, dunque può darvi un aiuto a riflettere, ma non rispondere alle domande da lui stesso poste.
Nel 2004 o forse sarebbe più giusto dire “dal” una volta risposto alle domande di cui sopra, dobbiamo:
? diffidare delle offerte troppo allettanti
? considerare che ovunque ci voltiamo per guardare un’offerta di lavoro che sembra interessarci, dobbiamo sempre chiedere prima: “cercano venditori???” perché le aziende ormai confondono alcune parole……
? evitare le offerte di lavoro che contengano richieste di danaro per qualsiasi motivo (corsi, materiale ecc….)
? arricchire il nostro curriculum il più possibile, anche con esperienze che non riteniamo significative (collaborazioni con aziende anche non retribuite o brevi esperienze in ambiti analoghi)
? considerare che quando ci rivolgiamo a qualcuno, sia esso un cliente o un interlocutore per un colloquio di lavoro, stiamo comunque vendendo qualcosa (nel secondo caso noi stessi) e dobbiamo saperlo fare al meglio
? che un insuccesso non ha mai significato la fine di una carriera
? che gli sbagli servono ad imparare e che essere attenti è un bene ma non fare alcune cose per paura di sbagliare è da stupidi
? che la perfezione non esiste
Ora, giusto per tirare acqua al nostro mulino e non solo per farvi un esempio concreto di quello che può essere un lavoro da autonomi, vi consiglio di dare un più attento occhio a quello che è contenuto sul nostro sito www.tutorialpc.it in quanto, la nostra azienda, esiste e sopravvive, non certo pubblicando solo guide (per le quali viene anche fornita assistenza gratuita).
Il nostro operato viene svolto tramite offerta di servizi informatici fruibili da chiunque e accessibili da parte di chiunque.
Ma la cosa di cui volevo accennare è la possibilità di rivendere i servizi della tutorialpc come se vi appartenessero (ricordate il discorso di non prendere in considerazione le offerte dove vi si chiedono soldi?) ma pagandole solo dopo aver trovato il cliente.
Ovviamente sto pubblicizzando un prodotto che ci appartiene, ma se pensate a quanto detto, probabilmente vedrete anche la mia coerenza nel parlarvi di quest’offerta, che comunque sia, può essere il primo passo in una vostra attività, la prima svolta verso un primo lavoro che potrete svolgere anche da soli, visto che in questo caso, avrete i nostri tecnici ad aiutarvi.
Dunque, senza ulteriore filosofia, vi chiedo solo maturità nella scelta del vostro futuro, sia per chi offre lavoro (pensando che non si può chiedere specializzazione se non si ha chi fa specializzare) sia per chi cerca lavoro (che anche con piccoli passi può aiutare se stesso già nell’immediato)
Buona fortuna


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