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Come ottimizzare il traffico del proprio sito

A cura di: Gianluca Sole - www.tutorialpc.it
Nota: E' permessa la pubblicazione di questa guida su altri siti lasciando intatto il contenuto, questa nota e il link al nostro sito.


Indipendentemente dalla tecnologia utilizzata per costruire il proprio sito, la prima cosa cui guardare con attenzione è il peso della pagina.
Spesso la struttura di una pagina viene appesantita da una serie di tabelle e da 100 diversi tag identici (ad es. il tag font che si ripete in ogni cella delle nostre tabelle) che possono essere evitati. Pensate ad es. ad un tag font (come appena detto) che si ripete per ogni rigo…. In effetti, basta che il tag sia aperto una sola volta in tutta la cella e sia chiuso prima della chiusura della cella stessa. O ancora, un tag div o p (che molto spesso può essere preferibile convertire in un tag br) che si apre e si chiude ad ogni cella anziché nella tabella principale.

Oggi è normalissimo che un sito venga creato con software appositi, come Frontpage (che devo ammettere si è notevolmente migliorato negli anni, ma a mio personale parere resta un po’ indietro rispetto ad altri) Dreamweaver (decisamente il programma che genera il codice più pulito) o Home Site (acquistato dalla Macromedia, che si rivolge ad una utenza decisamente più esperta, non avendo un’interfaccia grafica in cui avere il preview della pagina), ma ognuno di questi software ha dalla sua delle particolarità che lo rendono più o meno accettabile e, al tempo stesso, ognuno di loro, genera un codice più o meno sporco, dove per sporco intendiamo appunto una serie di tag che appesantiscono la pagina. Si devono a questo punto calcolare alcune variabili per ottimizzare al meglio i propri software in funzione della struttura del proprio sito.
Innanzitutto si deve tener presente quanto appena detto, utilizzando font true type (visibili allo stesso modo con qualsiasi Browser), calcolando il peso delle immagini e/o delle animazioni (dalle gif animate ai filmati di Macromedia flash e Adobe livemotion) e usando una struttura (layout) che ci consenta di modificare semplicemente il nostro sito nel momento in cui lo vogliamo, senza particolare sforzo.
A questo proposito, vi rimando alla nostra guida ai file css, ricordandovi che comunque sia, i css vengono utilizzati spesso in file esterni (ma possono essere ricompresi nella pagina stessa in cui si lavora) proprio per alleggerire il codice e semplificare la struttura del sito (cambiando carattere nel css o anche un solo colore di una tabella, lo cambieremo in tutto il sito se il css è linkato esternamente) inoltre, cosa che troverete in ben poche guide, i css possono essere anche usati con alcuni accorgimenti, per strutturare l’intero layout della pagina (ad es. posizionando delle immagini in certo modo, senza l’aiuto delle tabelle, con la stringa “absolute position”).
Una volta tenuto conto di tutto quanto appena detto, avremo l’agevolazione di un sito web leggero, versatile, da poter variare con facilità, ma soprattutto, da poter convertire anche in formato diverso (diciamo che vogliamo trasformarlo in I-mode o wap? Se ben strutturato è abbastanza semplice seguire i principi guida che ne consentono la trasformazione.

Per quanto riguarda invece i motori di ricerca, dobbiamo tener presente alcune notizie che purtroppo non sono ancora alla portata di tutti:
Google ad oggi è il più gettonato motore di ricerca (e lo dimostra la sua collocazione in borsa, che sta dando nuovo slancio al mercato della new economy) e di lui si serve la maggior parte del mercato mondiale di utenti (utenti unici giornalieri 8.230.000).
La restante parte dei motori di ricerca mondiali, è costituita in sostanza da gruppi, altavista (un altro tra i grandi) appartiene a yahoo (attualmente unico vero concorrente a Google) per poi andare sul classico msn di microsoft che è presente su ogni computer con IE (su tutti i sistemi Windows in pratica se ci avete mai fatto caso, quando digitate un sito errato, compare la maschera di msn a dirvi cosa volete fare).

Ora, premesso questo, c’è ancora da dire che esistono un mucchio di altri motori di ricerca (o presunti tali) che non abbiamo citato e che proprio in Italia vedono il loro fiorire molto spesso.

In realtà, motori di ricerca come google sfruttano programmini detti spider, i quali leggono il contenuto delle nostre pagine web indicizzandole (inserendole in qualche modo all’interno del vastissimo database del motore di ricerca stesso) e variando il contenuto del link nel momento in cui cambiamo il contenuto di una pagina. Pertanto, successivamente all’inserimento non abbiamo poi tanto da fare se non controllare il contenuto stesso dei nostri siti e il fatto che siano stati indicizzati.

I motori di ricerca Italiani di cui parlavamo al contrario di google (e simili) sfruttano le semplici segnalazioni di chiunque voglia iscrivere il proprio sito, ma ovviamente, non utilizzando spider, non sono aggiornati o completi (solitamente contengono la sola home page).

A cosa può servire inserire il proprio sito su questi motori (o presunti tali)?
Google ha un criterio di apparizione dei siti segnalati che pur abbastanza strano ha una sua logica: il primo sito che appare con le parole chiave da noi inserite, è quello che ha ricevuto più link da parte di altri siti. Detto ciò, appare ovvio come, se il nostro sito si trova linkato da altri 10 (i motori di ricerca si considerano semplicemente siti tra loro) appariremo in una posizione migliore rispetto ad altri che non lo hanno fatto.

Cosa importante: gli spider leggono il testo contenuto nelle nostre pagine, quindi è inutile inserire delle parole chiave all’interno delle nostre pagine, che poi non corrispondano almeno in parte a quello che vi è scritto all’interno del file.


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